In alto l'albatro sta immobile sospeso nell'aria
e giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
l'eco di un tempo remoto giunge
tremante attraverso le sabbie
ed ogni cosa è verde e sott'acqua
E nessuno ci mostra alla terra
e nessuno sa i dove o i perché
ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove
e comincia a salire verso terra
Stranieri passano in strada
per caso due sguardi diversi si incontrano
ed io sono te e ciò che vedo sono io
e ti prenderò per mano per guidarti nel paese
ed aiutami a capire meglio che posso
E nessuno ci chiama a vedere l'alba
e nessuno ci fa abbassare gli occhi
e nessuno parla, nessuno cerca
nessuno vola intorno al sole
Serena ogni giorno ti mostri
ai miei occhi che si destano
m'inviti guardandomi ad alzarmi
e dal muro attraverso la finestra
arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
un milione di ambasciatori splendenti del mattino
E nessuno mi canta ninne nanne
e nessuno mi fa chiudere gli occhi
così spalanco le finestre
e nuoto fino a te attraverso il cielo
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mercoledì 26 febbraio 2014
mercoledì 7 ottobre 2009
I BELIEVE
1984
Non solo una data ma nella mia breve esistenza un evento.
Architettura, design, life style, colors, moda, alpeggio, malga, camino, baita…ovunque c'è anima!
Un pomeriggio o una vita.
Una sera o un istante attendendo il prossimo convoglio, il prossimo aereo.
Caracas, New York, Altiaccio, Milano, Corvara, Shangai, Dubai…il creato intorno a noi.
Ma cosa c'è dentro? Chi sa danzare oltre lo specchio?
Al di là della superficie riflettente siamo in molti ad osservare sciocchi narcisi senza occhi, senza orecchi e senza cuore.
Ascoltarsi, cercare consensi su di un social network, vivere di dettagli griffati per morire in bare d'ebano.
Osservo i miei gemelli d'argento brillare davanti alla motosega mentre il tronco si accorcia pronto a divenire energia pura in un caminetto…il modo più semplice per vivere in eterno dentro due anime che osservano quella fiamma amandosi.
Oggi fischio come la valvola di una pentola a pressione e ringrazio ogni molecola del mio corpo per il regalo della percezione; la percezione di questo ennesimo autunno, coi suoi colori, col suo essere da sempre immutato, col suo donarsi a chi sa viverlo in ogni foglia senza il bisogno di sentirsi rispondere alcun che.
Qui scrivo per chi vuole leggere senza imposizione alcuna.
Qui amo senza imposizione alcuna.
Qui vivo nell'eternità.
E senza alcun eccesso, m'inchino, tolgo il mio cilindro abbassandolo davanti a me, ringrazio con un sorriso e lentamente, volo via felice.
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