martedì 13 maggio 2008

MAGGIO 2008 TOUR Part 01

Partenza di buon mattino ma nemmeno troppo.
Sono le 7:30 (o'clock...) quando la chiave infilata e ruotata nel cruscotto del “cincentign”da il via ufficiale a questa breve avventura d'oltralpe.
In un baleno ci troviamo dalla parte opposta del Simplon Pass.
Con le comode autostrade svizzere arriviamo, in poco meno di tre ore, al confine francese.
Lo superiamo e poichè son circa le 10 optiamo per la prima pausa “colazione del muratore”.
Ci fermiamo in un autogrill che esternamente sembra più una base spaziale che un edificio per la ristorazione rapida. Si gode una vista sui verdi campi prealpini davvero inusuale.

Ore di auto trasformate in ore di magia.
Ogni chilometro una nuova scoperta.
Ogni falco appostato sulla staccionata di fianco all'autostrada è simbolo di segnavia e buona sorte. Non manca molta strada ma la pausa pranzo è d'obbligo. Ci fermiamo a Besançon.
Besançon è una cittadina con una storia importante ed inversamente proporzionale alla realtà odierna, fatta di archeologie industriali che ti accolgono ancor prima della stupenda “cittadelle”, la parte veramente storica del complesso urbano. Molliamo il potente mezzo e, grazie ad una mitica guida del touring club, con piantina alla mano percorriamo la via pedonale del centro per finire direttamente in una brasserie all'incrocio tra una parallela del fiume locale ed un ponte che attraversa lo stesso. Tartine grosse come pizze e una bottiglia da 75 cc di birra belga da 9°...Alla fine ci alziamo un po' in aria e sotto un sole primaverile percorriamo il lungo parco che corre lateralmente al fiume.
Risaliamo sul mezzo e partiamo senza riflettere troppo sulla possibilità di trovare o meno indicazioni per la destinazione che ci attende: Auxerre.
Fortunatamente va tutto liscio in quanto i cartellistradali non mancano.
Sole zenitale in tutto l'abitacolo. Negramaro e “Fango”.

Alle 18 arriviamo al nostro primo rifugio del pellegrino “Petit Manoir des Bruyères” dove ad accoglierci con un grembiulone da cuoca è madame Monica che apre con un originale “cou cou...benvenue!!”. La location è da film (mi ricorda “Quel che resta del giorno” con un indimenticabile Hopkins) e ciò che troviamo alla fine del vialetto d'ingresso è addirittura da sogno!
Un maniero signorile del '700 curato in modo maniacale dai proprietari, collezionisti ed amanti delle cose di un altro tempo. Monica ci accompagna subito verso la nostra camera. E che camera! Letto a baldacchino, mobili del '750, soffitto intarsiato e decorato con stucchi e bassorilievi, bagno completamente affrescato e mega vasca matrimoniale inserita tra specchi e marmi. Una pulizia generale che avrebbe soddisfatto anche Mychol Jackson!

Ci sistemiamo e alle 20:00 siamo pronti per l’aperitivo cordialmente (…) servito su un divano settecentesco posizionato davanti ad un camino scoppiettante. Il nettare che beviamo è una specialità del padrone di casa Monsieur Joullie, un signorotto che credevamo di mezz’età ma che ci ha rivelato avere 91 anni!! Ho voluto vedere le prove cartacee per crederci e sono ancora esterrefatto. Comunque il bicchierino dicevo, lo crea lui durante l’inverno ed è una specie di aromatico succo di agrumi decisamente alcolico.
La cena nel salone Luigi XIII è un inno ai piaceri del palato e di ogni altro senso a disposizione. Luci tenui, porcellane Limoges, vino Volnay, fiori freschi in tavola e un’atmosfera del tutto famigliare.
La bottiglia non ci mette molto a finire e dopo i formaggi locali ecco il dolce anche lui rigorosamente fatto in casa…mmm. Alla fine Monsieur Joullie sbuca dall’ingresso e ci propone un distillato sempre fatto con le sue mani ben trent’anni fa!! Che botta!!
Dopo un piacevolissimo scambio culturale addolcito dal sempre fedele dio Bacco, ci dirigiamo verso la scala in noce circondata da quadri e arazzi che mi sembrano magicamente aumentati di numero durante la cena..

Al mattino lo spettacolo continua allo stesso tavolo della cena “addobbato” per il “petits déjeuners”…che di petit non aveva proprio nulla! Anche qui tutto fatto in casa, dalle dieci diverse tipologie di marmellate alle brioches calde, al pane,il burro in forma…insomma tutto. Un sogno frastagliato da raggi solari che come lame lucenti invadevano la sala segnando ogni volume, ogni decoro, ogni pianta ornamentale…il suono degli uccellini accompagnava il tintinnio delle posate d’argento sulle porcellane e tutto era immerso in un'atmosfera suggestiva, irreale, atemporale..

Ahimè, poco dopo le nove il triste “aurevoire”, addolcito solo dalla consapevolezza della prossima tappa: Disneyland Paris, il paese dei balocchi! Lasciamo due righe sul libro degli ospiti e salutiamo Monica (Monsieur Joullie probabilmente si trova ancora nei suoi alloggi…).
Usciamo dalla proprietà e sotto un cielo blu cobalto ci dirigiamo verso nord dove ci aspettano Paperino e tutta la combriccola di Walt…
Continua…

Link
http://www.chateaux-france.com/chaview.php?l=it&num=6543
http://www.besancon.fr/
http://www.ot-auxerre.fr/Tourist-office.html

UNA FIERA FIERA 2008


Un “salone del mobile” hi tech in un luogo futurista qual'è il nuovo polo fieristico di Rho.
Cristalli e tensostrutture ovunque immerse in specchi d'acqua artificiali degni di un film di kubric.
Elettrodomestici sempre più robotici e mobili che quasi interpretano le intenzioni del loro padrone aprendosi come d'incanto senza sforzo, senza rumore.
Collegamento Rho – Fiera: biglietti di carta venduti dallo stesso autista di uno sgangherato bus diesel; code interminabili; nessuna indicazione o percorso logico per l'ausilio dei tanto pubblicizzati mezzi pubblici...Un disastro e un paradosso tipicamente italiani.
Poi il ritorno alla sera col secondo treno.
Pioggia.
Il “volo” di fianco al lago è un viaggio mistico.
Hozric tentacles in cuffia e migliaia di gocce che schizzano su tutti i vetri dello scompartimento.
Un infinito di grigi dalle innumerevoli sfumature.
il colore del non colore nell'essenza di qualcosa che come sempre ci unisce.
...che come spesso ci allontana.
La semplice introspezione di uno sguardo fuori da un mezzo di trasporto.
Ma il fatto è che li fuori c'è la stessa cosa che ho qui dentro.
Li fuori c'è TUTTO.

mercoledì 30 aprile 2008

RIDERS ON THE WIND

Pigs on the wing.
Horse on the road…
Un nuovo volo tra le nostre valli.
Dentro la terra.
Tra i boschi…
Su nastri d’asfalto posseduti come corpi di vergine.
Hyea hyea, vai cavallina storna…galoppa nel vento...hyeaaa!!!
La terra trema sotto gli zoccoli dei quattro possenti animali.
Trema!!
Uno dopo l’altro come fantasmi percorriamo sentieri delimitati da larici e querce.
Poi qualche tratto tranquillo sulle piste per le auto…
Poi di nuovo nel wild garden con le lacrime agli occhi.
Quattro ore di emozioni pure lontano da tutto e da tutti.
Un break al saloon per una birra ed il ritorno tra gli umani.
Il ritorno al quotidiano…quel quotidiano che in fondo è veramente straordinario!

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mercoledì 23 aprile 2008

SAPER ESSERE VERI

Con Silvano a volte mi trovo molto in sintonia.
Ecco perchè pubblico uno stralcio dal suo "Diario Azzurro"


DIARIO AZZURRO n.233 del 22.04..2008
di SILVANO AGOSTI

Elogio dell’autonomia.

L’aspetto più misterioso che l’attuale cultura dei sentimenti rivela, è espresso dal fatto che quasi tutte le persone sposate e conviventi, superati i cinquant’anni, alludono in modo più o meno diretto al disastro della loro unione. Prestando attenzione ai modi del parlare e del gesticolare le “coppie” rivelano una profonda disistima reciproca, fino a giungere alla degradazione del disprezzo dell’uno per l’altro.La donna di una delle coppie meno infelici tra quelle che frequento mi ha detto chiaramente riferendosi al suo compagno “Mio marito, ti posso dire dopo circa quarant’anni di matrimonio, corrisponde forse al due per cento di quello che mi aspettavo da lui, quando ho deciso di offrirgli la mia vita.”Il due per cento, ovvero 98 per cento di delusione e di sconforto, portati avanti in ossequio a norme di vita a mio parere ferocemente estranee alle naturali necessità sia degli uomini che delle donne.E si tratta di una coppia ideale…Il territorio col quale si rende quasi indispensabile la concezione di sottomissione della donna, con la scusa di farne una moglie, con la scusa di farne una madre, parte dal rendere inconcepibile, per la grande maggioranza delle donne, poter credere in se stesse al punto da saper creare una condizione di vita autonoma e indipendente, senza dover ricorrere alla “protezione” di un uomo, che, con la scusa di essere il marito e con la scusa di essere il padre gestisce il potere di sopravvivenza del nucleo familiare, creando in tutti gli altri membri il disagio di una inflessibile dipendenza.Entrando in ogni “famiglia” si respira una tensione inevitabile dovuta appunto ai meccanismi della convivenza. Meccanismi utili e indispensabilise temporanei, fino al concludersi dell’adolescenza, ma pericolosi e crudeli se troppo protratti nel tempo.Ecco perché in Kirghisia, il paese della mia vita, dove nessuno lavora più di tre ore al giorno, si è risolto questo penoso problema regalando una abitazione a tutti i cittadini al compiersi del loro diciottesimo anno.Ecco così che mi sento di consigliare, per potersi veramente amare, di condividere la vita ma non l’abitazione.E a testimonianza del peso terribile che a volte ragginge l’obbligo della convivenza, mi tornano sempre in mente le parole roventi del direttore di una Istituzione a Parma, che mi ha detto fissandomi negli occhi.“Signor Agosti, so che sta facendo una inchiesta sull’amore. Ebbene io le dico che il sabato sera sudo, rantolo, arranco sopra mia moglie, ma c’è un pensiero che mi sostiene, che poi per tutta la settimana sarò libero.”

giovedì 17 aprile 2008

http://www.saas-fee.ch/en/welcome.cfm

Irreale.
Cinquanta chilometri, un confine, una primavera anomala, un mondo diverso..."il mondo che vorrei".
Aprile e ancora un paradiso di neve: che fare? Secondo voi?
Alle sette del mattino gli sci si dirigono verso la piccola automobilina.
Dopo un viaggio, un caffè svizzero mooolto lungo, due stazioni rinomate immerse nella neve ma chiuse per “terminazione della stagione conclusasi di sabato” (???), alle 12.15 le lamine toccano la neve a 3800 metri di quota.
Sole. Un cielo terso come se ne vedono pochi in basso tra i mortali.
Aria sottile (ogni riferimento al buon Krakauer è puramente...voluto!!).
Fuori dalla "metropolitana alpina" il fiatone ti viene anche se non te lo aspetti. Siamo in alto, decisamente in alto eppure, di fianco a noi, c'è un ristorante di forma circolare. Perchè di questa forma direte voi...beh, perchè ruota su se stesso! A quasi 4000 metri, nel paradiso delle Alpi svizzere, ti puoi sedere a tavola e farti il giro a 360 gradi su un panorama che preannuncia il paradiso, mangiandoti una bistecca al timo e sorseggiando un incredibile Cabernet del 2000.
Seggiovie a sei posti, ovovie, funivie, ancore, pendini, piste in fresca, niente code, gentilezza ovunque e fortunatamente una supporter che con la lingua locale ci sa davvero fare jaa!!
Le prime curve volando su una neve gentile e morbida.
I primi sorrisi. Le prime virate a manetta…
Un sogno ad occhi aperti alimentato dal fruscio delle solette sulla superficie immacolata…una sinfonia per l’anima, pura e gentile.


Pausa pranzo con l’immancabile bratwurst affogato in una salsa tutta svizzera e circondato da kartoffeln fritte ed accompagnato da una birra media tedesca che è tutta un festival di lieviti e luppoli!! Il sole picchia e tutti son li ad osservarlo come ci cercassero qualcosa dentro…
Quattro ore nell’infinito e poi giù per l’ultima discesa: duemila metri di dislivello! Piuttosto impegnativa come “ultima discesa”!!!
C’è poco da aggiungere ad un poema domenicale d’alta quota.
Vi accosto solo il brano che sto ascoltando in questo istante: “wish you were here”…

lunedì 7 aprile 2008

IL FILM DEL WEEK END


Una domenica uggiosa, che fare?
Ma è naturale: camino, popcorn e filmone.
"In the name of the father" (Nel nome del padre...)
Sono pochi i film a cui do un voto pari a 10: questo è uno.
Se non lo avete mai visto dovete rimediare!
Una storia vera, purtroppo. Recitato da un Daniel Day-Lewis indimenticabile.

LA TRAMA

Nel 1974, un pub di Guilford (Londra) è teatro di un attentato terroristico, attribuito all'IRA, l'armata clandestina irlandese che lotta per l'indipendenza dell'Irlanda del Nord. Con il sostegno di prove debolissime, se non addirittura inventate, dell'atto criminoso vengono incolpati Jerry Conlon (Daniel Day-Lewis), suo padre Giuseppe (Pete Postlethwaite), i tre amici di Jerry Paul Hill, Paddy Armstrong e Carole Richardson, e un'intera famiglia di loro conoscenti, i Maguire. Nonostante le evidenti prove contrarie ( e la successiva testimonianza di un barbone con cui Jerry e Paul stavano parlando nel momento dell'esplosione ) padre, figlio ed amici di quest'ultimo sono condannati a trent'anni di reclusione.

TRAILER

http://www.mymovies.it/trailer/?id=15907

Buona visione

PS: Una foto del VERO Jerry Conlon scattata nel 1989...

martedì 25 marzo 2008

PASQUETTA

Ma che lunedì...l'after chocolate day!
Dobbiamo trovarci alle 9:30 all'ipermercato per fare rifornimento di prodotti da griglia...ma qualcuno la sera prima ha dato parecchio, risultato: quel qualcuno mica mi arriva con quaranta minuti di ritardo su una nuvola a forma di Guinnes?!? Vabbeh, io ormai ho quasi finito la spesa e ci fiondiamo all'alba delle 11 ad accendere carbonella e affini.
Scendo ad apparecchiare in taverna poichè nonostante il sole fuori ci sono solo 11 gradi. Alla fine siamo in dieci a tavola. Griglia pronta alle 13 e bottiglie, tante bottiglie, stappate a tempo record. Abbiamo due ore prima della festa della frazione nella quale siamo praticamente tutti protagonisti. Le sfruttiamo bene e alle tre, tutti belli allegri, usciamo a malincuore da quel rifugio caldo e accogliente per andare a fare il nostro servizio.
Alle 17 siamo di nuovo con le gambe sotto il tavolo a scaldarci con corroboranti, formaggi e dolci. Qualcuno improvvisatosi Sampei tira fuori 7 trote pescate al mattino e così mi fiondo in cucina e faccio ripartire il forno! Altro giro altra corsa ragazzi!!!
Una giornata culinariamente memorabile. Stare tra amici con semplicità è delizioso. La sotto, in quella taverna, si è creata un'atmosfera degna di persone capaci di sorridere, almeno per qualche ora, ai vari fastidi di tutti i giorni. Un brindisi e uno sguardo...tutto qui. Tutto li...
Alle 23 l'ultimo della mattina è anche l'ultimo a lasciare la tana per immergersi in una gelida e tempestosa notte ossolana. Non mi resta che pulire...sigh!! Ma in fondo faccio tutto con molta serenità, orgoglioso e felice di aver offerto un ambiente gioviale e qualche piacevole ricordo a degli amici gentilmente grati di tutto. Alla prossima miei cari.

sabato 15 marzo 2008

FUMO E DISCO


Un ragazzino di quindici anni, molto più adulto di tanti venti/trenta/quarantenni scrive:

"...ieri sera, per halloween sono andato in discoteca con dei miei amici per la prima volta....mi sentivo molto impacciato, non riuscivo a ballare anche se avevo la musica nelle vene....poi i miei amici sono andati fuori...in un angolo dedicato ai fuamtori e abbiamo fumato una sigaretta....io non funo, cioè, fumo occasionalmente, e solo sigarette, perchè non voglio rovinarmi il cervello, anche se i polmoni non è che non soffrano....e poi ho 15 anni. beh....a mè capita che quando raramente fumo...."
E infatti il ragazzino ha ragione...e speriamo si salvi la VITA perchè ne abbiamo una sola e forse da certe cagate è meglio preservarla. Poi c'è chi ha avuto i nonni che fumavano e son campati fino ad 80 anni...ma quanti ne conoscete?

Apparato respiratorio
Peggioramento del funzionamento del sistema muco-cicliare, con possibilità di infiammazioni ed infezioni).Riduzione delle difese immunitarie a causa della ridotta attività delle cellule linfocitarie e dei macrofagi, con un peggioramento del controllo sulle infezioni.Accentuato rilascio di enzimi lesivi che provocano la distruzione del parenchima polmonare che si può concludere in enfisema.Aumento dell'attività bronchiale e delle manifestazioni asmatiche.Invecchiamento precoce del sistema polmonare.Trasformazione del DNA cellulare, trasformazioni cellulari, displasie tessutali e trasformazione tumorale dei tessuti.
Apparato circolatorio
Aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa in seguito all'immissione in circolo delle catecolamine causata dalla nicotina.Inadeguata ossigenazione del miocardio a causa delle concentrazioni di corbossiemoglobina; policitemia dovuta al monossido di carbonio.Aumento dell'aggregabilità piastrinica e della coaugulabilità del sangue quale azione diretta della nicotina.Aumento dell'immissione di noradrenalina con conseguenti scariche adrenergiche; se queste stimolazioni coincidono con un periodo di vulnerabilità ventricolare, possono portare a morte improvvisa.

Cavità orale, prime vie digestive
Gli stimoli irritativi responsabili delle disfunzioni appena descritte agiscono anche sulle prime vie aeree, sul cavo orale e sull'esofago. Quindi, il fumatore è soggetto a faringotonsilliti e laringiti acute e croniche, displasie del labbro e del cavo orale, della laringe e dell'esofago e, non ultimi, tumori maligni.Il fumo diventa causa concatenante dell'eziologia dell'ulcera peptica, anche se in concomitanza con altri fattori.Il fumo facilita l'insorgenza di ulcera gastrica e duodenale.

Rischi per il feto ed il bambino
I neonati nati in famigli di fumatori possono pesare 250-300 gr in meno rispetto a quelli nati in famiglie di non fumatori.I neonati di madri fumatrici hanno un rischio di mortalità perinatale più elevato. Esistono dati per associare fumo materno ed aumento di apnea di origine centrale del bambino. Aumento delle malattie ed infezioni a carico dell'apparato respiratorio inferiore.

Effetti endocrini e matabolici
Aumento dei livelli ematici di catecolamine degli ormoni della crescita, ACTH, cortisolo, prolattina e betaendorfine.Menopausa precoce nelle donne, con frequenza di osteoporosi più elevata. Peso corporeo dei fumatori mediamente inferiore di 3-5 Kg rispetto ai non fumatori Il monossido di carbonio contenuto nel fumo, legandosi con l'emoglobina forma la carbossiemoglobina; quindi, in presenza di anche bassi valori di monossido di carbonio nell'aria, si determinano nell'organismo valori misurabili di carbossiemoglobina (inutile ai fini del trasporto dell'ossigeno).Il midollo osseo può essere iperstimolato con conseguente policitemia. La pelle assume un colo grigiastro, perde di elasticità, è avvizzita ed invecchiata.
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CREDO CHE AMARE QUALCUNO, IN PRIMIS SE STESSI, VOGLIA DIRE ANCHE IMPEDIRGLI DI SUICIDARSI LENTAMENTE. SE AMI TUO FIGLIO LA TUA VITA NON TI APPARTIENE PIU' DEL TUTTO DUNQUE NON PUOI SUICIDARTI LENTAMENTE.
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AMATI...

venerdì 14 marzo 2008

VASCO A SANSIRO... IL MONDO CHE VORREI

Ed è proprio quello che non si potrebbe quello che vorrei...
Ed è sempre quello che non si farebbe quello che farei...
Ed è come quello che non si direbbe quello che direi...
quando dico che non è così il mondo che vorrei.
Non si può sorvolare le montagne...
Non puoi andare...dove non vorresti andare!
Sai cosa c'è? Ogni cosa resta qui...qui si può, solo piangereeeeeèeee....
e alla fine non si piange neanche più.
Ed è proprio quando arrivo lì che già ritornerei,
Ed è sempre quando sono qui che io ripartirei,
Ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei!!
Quando penso che non è così il mondo che vorrei.
Non si può fare quello che si vuole...
Non si può spingere solo l'acceleratore!!
Guarda un po' ci si deve accontentare..
Qui si può solo perdereeeeee...e alla fine non si perde neanche più!
Lalla lalla lalala lallla la lalallllallllaaaa....
Lalla lalla lalala lallla la lalallllallllaaaa....
Lalla lalla lalala lallla la lalallllallllaaaa....
.....CI VEDIAMO SUL PRATO A SAN SIRO IL 6 GIUGNO 2008!!!
E QUESTO E' IL MONDO CHE VORREI....

martedì 11 marzo 2008

SEMPLICEMENTE...

Paradisi d’oltre oceano. Isole e atolli inarrivabili. Acque cristalline e cielo terso a pagamento.
Profumo di salsedine e pelle dorata. Frutti esotici e pesci tropicali sopra bracieri al tramonto… La voglia di fuggire dalle mura claustrofobiche di un ufficio intriso di odori stantii di risme cartacee e silicio surriscaldato. Come trovare il cielo in una stanza senza dover ricorrere all’ennesimo mutuo? Come scoprire la vacanza eterna in pochi giorni (o molte ore ?). L’unica soluzione è saper osservare i dettagli. Saper godere di ogni infinitesimo regalo di una vita che se la vivete con le vostre gambe e i vostri occhi, è una magia assoluta! E allora ecco i “ponti” che arrivano in aiuto di chi combatte con pochi giorni di ferie; occasioni da non lasciarsi perdere e che mettono insieme l’esigenza di chi assorbe vite per “fornire un servizio” a quella di chi la vita vorrebbe viverla.
Lei arriva che è ancora buio. Due trolley nel piccolo baule e siamo pronti.
Partiamo dopo il solito rimprovero al cicalino: “…un attimo che la sto allacciando sta cintura!”.
La luce delle stelle filtra dal tettuccio mentre all’orizzonte un’alba sorridente e timida si fa sempre più avanti offrendo ai nostri occhi generose e surreali sfumature di colore.
Non siamo ai caraibi ma semplicemente sulle alpi svizzere, in un mercoledì qualunque.
Ormai la luna ha lasciato il posto ad un caldo sole primaverile che accarezza dolcemente le verdi e infinite praterie francesi davanti a noi.
Dopo svariati “stop and go” fotografici è giunta l’ora di fermarsi ai box per il rifornimento culinario. Diamo un occhiata alla cartina godendo nello strofinare le dita sulla cellulosa, senza un’odiosa e inopportuna voce che ti rompe i coglioni indicandoti il mc donald più vicino e “ricalcolando la rotta” perché ti andava di vedere da vicino un mulino a pochi metri dalla statale!! Senza quell’odiosa macchinetta riusciamo persino a chiedere indicazioni a un signorotto tres gentil et agreable, che ci indica dove possiamo mangiare (e bere!) senza eccessi di forma o contenuto. Finiamo in una specie di piccola fattoria circondata da vigneti e roseti. Parcheggiamo sotto un pergolato di quercia e ci sediamo in un tavolino all’esterno, accanto ad un pozzo in pietra calcarea consumata dal tempo ed ora adibito a portafiori. La gentilezza della cameriera e la bontà di quell’insalata provenzale, coadiuvate dal corroborante e fresco “vin blanc du maison”, ci riempiono l’anima. Una semplicità capace di far sorridere il cuore chi ne sa cogliere l’immensità e ripagarlo di tutto punto. A volte ti chiedi se certi luoghi comuni o detti popolari alla fine non nascondano davvero il senso della vita…sta di fatto che in quell’istante, entrambi guardavamo nella stessa direzione, sorridendo di rimando a quell’infinito susseguirsi di spensierate colline primaverili. Un incontro di polpastrelli fra gli steli di bicchieri colmi di nettare dorato; i raggi del sole a proiettare gocce di luce ocra sulla tovaglia in cotone grezzo a quadri banco azzurri. Un leggero profumo di lavanda colorava tutto il resto e solo i lontani rintocchi di un campana ci ricordarono che era l’ora riprendere il viaggio.
Si, il viaggio; una parte integrante che se vissuta con amore rende secondaria persino la meta. Ogni istante diviene “meta”. E poi la musica...oh quanto sa darti un brano giusto al momento giusto! La colonna sonora che insieme agli odori e ai colori saprà imprimerti per sempre quell’istante nell’anima. E così, un giorno lontano, chissà dove e quando, sarai tuo malgrado riproiettato in quel luogo e non potrai fare a meno di sorridere mentre qualcuno ti chiederà: “Che c’è? Che hai da sorridere ora?”.
Voliamo tra le colline poco frequentate di questo entro terra francese con la sinuosa voce di Nick Cave che ci accarezza. Ogni tanto qualche falco plana sulle staccionate laterali in attesa di piccoli roditori vittime della strada. Mentre la sera si avvicina cercando di insinuarsi tra castelli e borghi bagnati di una calda luce arncione, arriviamo alla prima locanda del nostro “micro infinity introtour”… Siamo in viaggio da ben 12 ore e come previsto ci sembrano dodici giorni…Tutto è molto più lontano di quanto non lo sia realmente. La sensazione è quella di vivere un’altra epoca; persino la nostra compagna di viaggio ogni tanto si camuffa prendendo le sembianze della sua nota “ava”…

Continua….