giovedì 23 ottobre 2014

LO GNOMO HA FUMATO

Dicono che Dio fu il primo a piantare un giardino. Dopo ci mise l’uomo ma prima, molto prima, tutto quello che gli sarebbe servito poi per vivere. Cicerone sosteneva che di fianco alla biblioteca servivano un giardino e un orto. Pierre Rabhi, uno dei pionieri di fama internazionale dell’agroecologia moderna e fondatore del concetto “un’oasi in ogni luogo” alle domande importanti risponde: “sono molto affascinato dal mistero della vita ma se me lo chiedono, l’unica cosa a cui non potrei mai rinunciare è il mio orto”. Potrebbe sembrare un razionalismo estremo ma se ci pensate bene la concettualità di molti pensieri filosofici ha radici ben più terrene di quanto ci si possa aspettare. Oggi le montagne sono ancora maestre di vita. Quassù chi ha un terreno, piccolo o grande che sia, da sempre ci fa nascere il suo giardino coltivandone sapientemente la terra per godere dei suoi frutti senza sprecare spazio, acqua e risorse. Questo insegnamento si sta diffondendo sempre di più anche nei grandi centri urbani perchè il richiamo ad un’alimentazione naturale e al contatto con le nostre origini è qualcosa d’innato in noi. Oggi siamo arrivati al paradosso di dover “marchiare” il cibo sano - costringendolo in una fascia pseudo elitaria - a tutto vantaggio di prodotti low-cost di stampo genetico-industriale destinati alla grande distribuzione. La macroeconomia di un sistema malato ci sta fortunatamente riconducendo alle esigenze di un tempo, ai fondamentali della vita! Ed ecco il ritorno alle vanghe, alle zappe e ai quei calli che alla sera, delicatamente passati su una guancia, raccontano una giornata molto meglio di inutili pagine dentro ad un narcisistico ed asettico social network. Dopo mesi di lavoro il rapporto che si crea tra un ortaggio e chi lo ha coltivato è sempre qualcosa di speciale. Una lenta gestazione verso un risultato che tra soli e lune regalerà fibre, vitamine e sapori veri, sinceri, onesti. Un orto è in realtà una piccola palestra di vita dove per ottenere buoni risultati bisogna lavorare bene, imparando dagli errori e dalle sconfitte della cattiva sorte, consapevoli che solo fatica, impegno e tenacia diverranno motivo di grande soddisfazione. Non importa che abbiate metri di terreno oppure un piccolo giardino pensile, vivete e condividete giorno per giorno il percorso che da quel semino vi porterà all’epilogo della vostra piccola creazione e il regalo che ne avrete sarà qualcosa che non avreste mai potuto comperare. E infine una raccomandazione: insegnate anche ai vostri bambini come seminare per crescere e chissà che tutto il mondo possa un giorno diventare una fantastica “Valle degli Orti”!
 Uno gnomo e la sua pipa.
 

ONLY FOR YOU

lunedì 23 giugno 2014

IL VIAGGIO SOLITARIO DELL'ASCETA AGNOSTA

Non sono queste gocce a scandire il tempo dei miei passi.
Tutto scorre sulla mia pelle come vento solare su desolati e remoti asteroidi.
Nell'infinitamente breve, immerso in questa costante precarietà non mi occupo più del pensiero collettivo.
Non è più ciò che lega tradizione e stereotipi a fare la differenza tra me e il resto dei miei simili.
Percorro una strada nuova e diversa. Ci vuole coraggio ed è necessario comprendere la verità fino in fondo senza nascondere nulla. Affrontare i pericoli fino a farli scomparire con la consapevolezza.
Il viaggio solitario è sempre verso una meta che rimane alle nostre spalle.

mercoledì 28 maggio 2014

IN POCHI RACCAPRICCIANTI MINUTI: L'INUMANO

Dedicato alle famiglie che frequentano fast food con tanto di bimbi felici e sempre più obesi. Dedicato a chi butta nel carrello prodotti senza nemmeno leggere un'etichetta. Dedicato a chi crede che gli animali vengano tutti da un'allegra fattoria. Dedicato al popolo americano che ha esportato in tutto il mondo un "salutare" modello di industrializzazione del cibo. La mia speranza è che gli involucri implumi dei protagonisti di questo sistema prima o poi vengano utilizzati nell'unico modo sensato possibile: la ricerca sperimentale medica su cavie umane in vita. Vi saluto con l'augurio che ogni sorta di patologia possa invadere chiunque alimenti una catena di mostruosità come queste al solo scopo di inquinare il proprio organismo e quello di ignari bambini. 

Dedicated to families who frequent fast food with lots of happy children and more and more obese. Dedicated to those who throw in the cart products without even reading a label.
Dedicated to those who believe that animals are all from a happy farm.
Dedicated to the American people that has exported all the world a "healthy" pattern of food industrialization. My hope is that the casings featherless of the protagonists of this system will sooner or later be used in the only sensible way possible: an experimental medical research on human subjects in life.
I greet you with the hope that every kind of disease can invade any food chain of a monstrosity like this just to pollute your body and to unsuspecting children.

giovedì 8 maggio 2014

Anima fragile

Siamo tutti anime fragili. Precarie. Purtroppo oggi ne abbiamo avuto l'ennesima conferma tra le nostre valli. Ma tutto continua da dove non è mai iniziato. "Niente dura niente dura e TU lo sai...ma non ti ci abitui mai". Non lo comprendiamo e chiudiamo gli occhi in una sorta di delirio di onnipotenza ma alla fine ciò che siamo è destinato a mutare. Si, mutare ma MAI finire! Odori e suoni possono tramutare ciò che crediamo di essere in qualcosa di diverso e del tutto a-temporale. Possiamo viaggiare spostando il nostro corpo su questo minuscolo pianeta ma saremo sempre e solo microorganismi appiccicati ad una pallina. Possiamo invece muovere ciò che siamo senza fare un passo oltrepassando confini ben più estesi di quelli comunemente noti. Non servono soldi o altri artifizi ma consapevolezza e virtù. Vivere nel vero senso della parola significa comprendere l'essenza di un viaggio senza inizio e senza fine, fatto di continue scoperte e grandi verità. Chiudete gli occhi e iniziate ad osservare l'immensità di ciò che siete: questo farà di voi comprensione pura. Buon viaggio, lassù è avvenuta la mutazione. Per chi è rimasto è difficile comprenderlo ma il vento che ti porta non rimarrà silenzioso a lungo.

mercoledì 26 febbraio 2014

ECHOES - PINK FLOYD 1971

In alto l'albatro sta immobile sospeso nell'aria
e giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
l'eco di un tempo remoto giunge
tremante attraverso le sabbie
ed ogni cosa è verde e sott'acqua

E nessuno ci mostra alla terra
e nessuno sa i dove o i perché
ma qualcosa è all'erta, qualcosa si muove
e comincia a salire verso terra

Stranieri passano in strada
per caso due sguardi diversi si incontrano
ed io sono te e ciò che vedo sono io
e ti prenderò per mano per guidarti nel paese
ed aiutami a capire meglio che posso

E nessuno ci chiama a vedere l'alba
e nessuno ci fa abbassare gli occhi
e nessuno parla, nessuno cerca
nessuno vola intorno al sole

Serena ogni giorno ti mostri
ai miei occhi che si destano
m'inviti guardandomi ad alzarmi
e dal muro attraverso la finestra
arrivano ondeggiando su ali di raggi di sole
un milione di ambasciatori splendenti del mattino

E nessuno mi canta ninne nanne
e nessuno mi fa chiudere gli occhi
così spalanco le finestre
e nuoto fino a te attraverso il cielo

martedì 25 febbraio 2014

CALDO NELL'ANIMA

Nei sogni viaggiamo mano nella mano.
Al nostro risveglio le dita si sfiorano e sento il tuo corpo caldissimo.
Tutto è pervaso da una tenerezza infinita mentre la realtà non è ancora divenuta consapevolezza in te.
Non riesco a toglierti gli occhi di dosso. Quelle palpebre su cui svettano lunghe ciglia fanno fatica ad aprirsi al nuovo giorno.
So che dovrei andare ma tutto ciò che ha senso respira a pochi centimetri da me e tutto il resto si perde nel nulla. La fronte scotta e mi suggerisce che la febbre è ancora li sotto il piumone.
Accarezzo quei riccioli d'oro che ti avvolgono come un'aura celestiale degna della migliore iconografia sacra e ti accompagno in questo limbo fra il sogno e la vita, senza saper bene qual'è l'uno e quale l'altra.
Dalla finestra si scorgono solo i toni del grigio. Un cielo plumbeo si confonde con le vette innevate rendendo tutto onirico, quasi a riflettere il mondo che ti pervade ora tra un sorriso e qualche smorfia buffa.
Qui si ferma tutto. Ogni definizione di spazio-tempo non ha il benché minimo senso fra le note di questo delicato silenzio.
Affannarsi nella salvaguardia di una situazione sociale che abbiamo saputo rendere difficile è faticoso. Giorno dopo giorno ci chiediamo perchè abbiamo costruito un mondo sbagliato dove l'uomo è diventato vittima dell'inutile e continua a distruggere ogni cosa con penosa arroganza.
Il tuo pianeta dovrà essere qualcos'altro e noi faremo di tutto perchè ciò accada.
Respira, respira piano nel tuo presente ovattato. Io sono qui e nulla può accaderti ora.
I nostri cuori ritmano composizioni trasparenti mentre le nostre pupille ora si incrociano in un'altra dimensione che possiamo percepire solo con l'anima.
Torniamo lentamente quaggiù...dinanzi a questa valle in bianco e nero.

Daddy

giovedì 12 dicembre 2013

Il cammino pericoloso

"L'uomo cieco sorride alla brezza marina.
Inconsapevole degli scogli dinanzi a lui
procede sereno verso il baratro"
A.M.