domenica 16 novembre 2014

LOUDER THAN WORDS...

LOUDER THAN WORDS
PINK FLOYD
We bitch and we fight
Diss each other on sight
But this thing we do...
These times together
Rain or shine or stormy weather
This thing we do...
With world-weary grace
We've taken our places
We could curse it or nurse it and give it a name.
Or stay home by the fire
Felled by desire, stoking the flame.
But we're here for the ride.

It's louder than words
This thing that we do
Louder than words
It way it unfurls.
It's louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

The strings bend and slide
As the hours glide by
An old pair of shoes
Your favorite blues
Gonna tap out the rhythm.
Let's go with the flow
Wherever it goes.
We're more than alive.

It's louder than words
This thing that we do
Louder than words
The way it unfurls.
It's louder than words
The sum of our parts
The beat of our hearts
Is louder than words.
Louder than words.

Louder than words
This thing they call soul
It's there with a pulse
Louder than words.
Louder than words.

INTERSTELLAR

Certi film ho sempre rimpianto di non averli visti al cinema perchè scoperti troppo tardi. Non sono un gran frequentatore delle sale cinematografiche ma quando ritengo sia l'occasione giusta lo prendo come un appuntamento galante. Questa volta sono certo di aver fatto parte di un pezzo di storia proprio come quei fortunati che assistettero ad uno dei tanti capolavori di Kubrick nel lontano 1968. Interstellar non è un semplice film ma un messaggio che per chi lo sa cogliere arriva intenso e inamovibile. 169 minuti (tempo terrestre...) per un viaggio che va ben oltre i limiti fisici a noi noti e che porta verso destinazioni che come ho sempre sostenuto non sono altro che nuovi punti di partenza. Tutto diventa assolutamente relativo tranne una cosa: l'AMORE assoluto. Questo che non è più un semplice sentimento e che non appartiene più ad una dimensione fisica diventa un messaggio metafisico che pochi sanno davvero comprendere. La quinta dimensione dell'uomo reinterpretata magistralmente da Nolan in quella che definirla una pellicola di fantascienza sarebbe come definire una carezza un gesto fisico. Indubbiamente come per un vino aristocratico o per una musica complessa ci vogliono sensi sviluppati atti a coglierne l'essenza lo stesso accade per Iterstellar: un film per molti ma non per tutti. Chapeau!

mercoledì 12 novembre 2014

L'UMANO IDIOTA VESTE PRADA (E MONCLER...E COLMAR...E...)

Dopo le polemiche con la Moncler sul servizio dedicato daReport alla piuma d'oca, che hanno infiammato sulle pagine dei giornali per tutta la scorsa settimana, Milena Gabanelli arriva ai ferri corti con un altro grande marchio della moda Made in Italy,Prada. L'inchiesta della trasmissione, che rivelava l'uso, da parte di Moncler, di piuma d'oca proveniente da allevamenti nei quali gli animali venivano letteralmente seviziati, è stata infatti definita dal CEO di Prada, Patrizio Bertelli, parte di una “cultura del passato oramai sorpassata da 20 o 30 anni”, adottando la quale “la Gabanelli si è dimostrata stupida”. “È naturale che in un mondo globalizzato un'impresa cerchi risorse produttive con costi più contenuti”, ha aggiunto poi Bertelli durante un'intervista al Fashion Summit di Milano, “per esempio in Ucraina o in Slovenia, e non si può impedirlo in un mercato liberale. Questo non vuol dire che noi dobbiamo fare i carabinieri sui produttori ai quali ci affidiamo. Lo stesso discorso vale per Prato, dove il popolo orientale ha trovato una opportunità economica e l’ha sfruttata”. Affermazioni di fronte alle quali la Gabanelli non ha tenuto per sé la sua controreplica: “Bertelli, che vuol dire Prada, ha ragione nel darmi della stupida, sono orgogliosamente stupida, perchèverso le mie tasse fino all’ultimo centesimo; invece, indagato per elusione per 470 milioni di euro, può propriamente definirsi furbo”. La conduttrice precisa inoltre che “nessuno impedisce a Bertelli di andare a produrre in Transnistria (un paese nemmeno riconosciuto dalla Nazioni Unite) per 30 euro gli stessi giacconi che poi sono in vendita a 2.000, ma non si stupisca se qualcuno lo racconta e si chiede perchè non produrre qui, visto che il lusso è il settore che ha i ricarichi più alti. Il consumatore ha il diritto di essere informato e poi sceglierà come meglio crede”. Infine la Gabanelli ricorda a Bertelli, che “investe molte risorse nel monitorare la stampa” che “potrebbe investirne una parte nel monitorare i suoi fornitori, altrimenti i codici etici sono tutta fuffa. Per quel che riguarda il maltrattamento animale, non appartiene ad un mondo passato come sostiene Bertelli, perchè la spiumatura da vivo avviene oggi, come ampiamente documentato”. Durante la messa in onda della trasmissione un altro big della moda italiana, Stefano Gabbana, aveva bacchettato Report, con un tweet nel quale chiedeva: “Report, ma voi sapete cos'è il lusso?”. In risposta era stato sommerso dalle repliche di una valanga di utenti inferociti. Fonte: web. Suggerimento: usate il cervello!

giovedì 23 ottobre 2014

LO GNOMO HA FUMATO

Dicono che Dio fu il primo a piantare un giardino. Dopo ci mise l’uomo ma prima, molto prima, tutto quello che gli sarebbe servito poi per vivere. Cicerone sosteneva che di fianco alla biblioteca servivano un giardino e un orto. Pierre Rabhi, uno dei pionieri di fama internazionale dell’agroecologia moderna e fondatore del concetto “un’oasi in ogni luogo” alle domande importanti risponde: “sono molto affascinato dal mistero della vita ma se me lo chiedono, l’unica cosa a cui non potrei mai rinunciare è il mio orto”. Potrebbe sembrare un razionalismo estremo ma se ci pensate bene la concettualità di molti pensieri filosofici ha radici ben più terrene di quanto ci si possa aspettare. Oggi le montagne sono ancora maestre di vita. Quassù chi ha un terreno, piccolo o grande che sia, da sempre ci fa nascere il suo giardino coltivandone sapientemente la terra per godere dei suoi frutti senza sprecare spazio, acqua e risorse. Questo insegnamento si sta diffondendo sempre di più anche nei grandi centri urbani perchè il richiamo ad un’alimentazione naturale e al contatto con le nostre origini è qualcosa d’innato in noi. Oggi siamo arrivati al paradosso di dover “marchiare” il cibo sano - costringendolo in una fascia pseudo elitaria - a tutto vantaggio di prodotti low-cost di stampo genetico-industriale destinati alla grande distribuzione. La macroeconomia di un sistema malato ci sta fortunatamente riconducendo alle esigenze di un tempo, ai fondamentali della vita! Ed ecco il ritorno alle vanghe, alle zappe e ai quei calli che alla sera, delicatamente passati su una guancia, raccontano una giornata molto meglio di inutili pagine dentro ad un narcisistico ed asettico social network. Dopo mesi di lavoro il rapporto che si crea tra un ortaggio e chi lo ha coltivato è sempre qualcosa di speciale. Una lenta gestazione verso un risultato che tra soli e lune regalerà fibre, vitamine e sapori veri, sinceri, onesti. Un orto è in realtà una piccola palestra di vita dove per ottenere buoni risultati bisogna lavorare bene, imparando dagli errori e dalle sconfitte della cattiva sorte, consapevoli che solo fatica, impegno e tenacia diverranno motivo di grande soddisfazione. Non importa che abbiate metri di terreno oppure un piccolo giardino pensile, vivete e condividete giorno per giorno il percorso che da quel semino vi porterà all’epilogo della vostra piccola creazione e il regalo che ne avrete sarà qualcosa che non avreste mai potuto comperare. E infine una raccomandazione: insegnate anche ai vostri bambini come seminare per crescere e chissà che tutto il mondo possa un giorno diventare una fantastica “Valle degli Orti”!
 Uno gnomo e la sua pipa.
 

ONLY FOR YOU

lunedì 23 giugno 2014

IL VIAGGIO SOLITARIO DELL'ASCETA AGNOSTA

Non sono queste gocce a scandire il tempo dei miei passi.
Tutto scorre sulla mia pelle come vento solare su desolati e remoti asteroidi.
Nell'infinitamente breve, immerso in questa costante precarietà non mi occupo più del pensiero collettivo.
Non è più ciò che lega tradizione e stereotipi a fare la differenza tra me e il resto dei miei simili.
Percorro una strada nuova e diversa. Ci vuole coraggio ed è necessario comprendere la verità fino in fondo senza nascondere nulla. Affrontare i pericoli fino a farli scomparire con la consapevolezza.
Il viaggio solitario è sempre verso una meta che rimane alle nostre spalle.

mercoledì 28 maggio 2014

IN POCHI RACCAPRICCIANTI MINUTI: L'INUMANO

Dedicato alle famiglie che frequentano fast food con tanto di bimbi felici e sempre più obesi. Dedicato a chi butta nel carrello prodotti senza nemmeno leggere un'etichetta. Dedicato a chi crede che gli animali vengano tutti da un'allegra fattoria. Dedicato al popolo americano che ha esportato in tutto il mondo un "salutare" modello di industrializzazione del cibo. La mia speranza è che gli involucri implumi dei protagonisti di questo sistema prima o poi vengano utilizzati nell'unico modo sensato possibile: la ricerca sperimentale medica su cavie umane in vita. Vi saluto con l'augurio che ogni sorta di patologia possa invadere chiunque alimenti una catena di mostruosità come queste al solo scopo di inquinare il proprio organismo e quello di ignari bambini. 

Dedicated to families who frequent fast food with lots of happy children and more and more obese. Dedicated to those who throw in the cart products without even reading a label.
Dedicated to those who believe that animals are all from a happy farm.
Dedicated to the American people that has exported all the world a "healthy" pattern of food industrialization. My hope is that the casings featherless of the protagonists of this system will sooner or later be used in the only sensible way possible: an experimental medical research on human subjects in life.
I greet you with the hope that every kind of disease can invade any food chain of a monstrosity like this just to pollute your body and to unsuspecting children.

giovedì 8 maggio 2014

Anima fragile

Siamo tutti anime fragili. Precarie. Purtroppo oggi ne abbiamo avuto l'ennesima conferma tra le nostre valli. Ma tutto continua da dove non è mai iniziato. "Niente dura niente dura e TU lo sai...ma non ti ci abitui mai". Non lo comprendiamo e chiudiamo gli occhi in una sorta di delirio di onnipotenza ma alla fine ciò che siamo è destinato a mutare. Si, mutare ma MAI finire! Odori e suoni possono tramutare ciò che crediamo di essere in qualcosa di diverso e del tutto a-temporale. Possiamo viaggiare spostando il nostro corpo su questo minuscolo pianeta ma saremo sempre e solo microorganismi appiccicati ad una pallina. Possiamo invece muovere ciò che siamo senza fare un passo oltrepassando confini ben più estesi di quelli comunemente noti. Non servono soldi o altri artifizi ma consapevolezza e virtù. Vivere nel vero senso della parola significa comprendere l'essenza di un viaggio senza inizio e senza fine, fatto di continue scoperte e grandi verità. Chiudete gli occhi e iniziate ad osservare l'immensità di ciò che siete: questo farà di voi comprensione pura. Buon viaggio, lassù è avvenuta la mutazione. Per chi è rimasto è difficile comprenderlo ma il vento che ti porta non rimarrà silenzioso a lungo.