domenica 27 febbraio 2011
LA TRACCIA BIANCA
Noi invece abbiamo aperto una nostra "prima" nei boschi sotto il San Giatto. Cose semplici e chiaramente non degne di nota se non per noi che in quella neve fresca e in quella gelata abbiam sudato. Nevischiava e c'era una temperatura ideale se ti muovevi. Se ti fermavi le cose cambiavano e parecchio ma noi non potevamo fermarci!
Poi il premio: un canalino vergine bello in piedi sceso con decisione tra un larice e l'altro. Puro breve godimento sensoriale!
E per proseguire, una volta mollati gli sci e svolti gli impegni istituzionali, il meritato pranzo delle 15:00. Il meritato vino rosso, e la polenta, e le carni, e i formaggi...insomma, un semplice e speciale giorno di puro godimento psico fisico.
giovedì 15 luglio 2010
COMBI 10110710
Eccheuichend!!!
Espressione pseudo celtica ma ovviamente fantastica che per l’appunto ha in essa la sua massima forza espressiva.
Altro, ennesimo viaggio in alto verso istanti colmi di tutto in mezzo al nulla.
Partenza di buon’ora...alle 16!! Beh, lo scopo era quello di cenare e dormire in quota dunque...
5 pellegrini e un cane, il leggendario Speedy, nato dalle ceneri di Doghy e praticamente la sua reincarnazione. Un piccolo animale gentile e modesto, allegro e cosciente di ogni suo momento di dedicata libertà.
Partiamo dal Devero in controcorrente e subito inizia la salita. Un pendio piuttosto irrilevante se affrontato scarichi. Altra cosa se sulle spalle hai: griglia, carne, formaggi, litri di vino, dolci, carbonella, sacco a pelo, vestiti di ricambio...crocs.
Io e il buon fratello detto “lo scalzo” dalle mille sorprese partiamo con ritmo sostenuto affidando le donne allo “squirtatore” (che fidas!!).
Seconda rampa...qui le pendenze non scherzano e in alcuni tratti si va su roccia. Niente di difficoltoso anzi, ma la forza di gravità in alcuni punti rompe un po’ le palle.
Dopo un paio d’ore arriviamo al bivacco con largo anticipo rispetto al gruppetto di coda e questo ci permette di iniziare le operazioni preliminari. Fortunatamente non c’è nessuno: tutto il Combi per noi! Una cosa molto rara a luglio. Fantastico.
Ci laviamo nel laghetto sottostante e ci sembra di rinascere. La sorge
nte che alimenta il bacino naturale ha una temperatura che mi suggerisce la possibilità che il ghiaccio esista anche in forma liquida!
Carbonella, fuoco, griglia, profumo e i suoni ovattati di una natura che si perde tra le sfumature di grigio all’orizzonte.
Arrivano gli altri e iniziamo coi brindisi.
Tutto il resto è una poesia che non va raccontata: va vissuta.
Oltre il tramonto, nella buia notte a 2400 mt di quota, solo il silenzio...
...eh si, magari fosse così la poetica continuazione del racconto! A quanto pare qualcuno dev’essersi mangiato una motosega a cena!!!! Grrr ronf zzzz ratatat grrrr uarghhh ratt gronfff ecc!! Puria!
Ma torniamo al dolce risveglio dopo lunghi secondi di riposo.
Sono le 5:30 e l’alba ci chiama.
Non fa per niente freddo. Usciamo tutti ad ammirare l’infinito.
Non ci sono parole quassù.
Un sorriso...
Il resto è qualcos’altro ma una cosa ve la posso assicurare: per alcuni istanti non ero più in quel luogo, ero ovunque.
Grazie, con tutto il cuore.
Grazie.
venerdì 11 giugno 2010
UN'ORA A DEVERO
Pesci controcorrente e un profumo di roccia umida che t'invade in ogni molecola. Cammini, respiri, osservi e non c'è una cazzo di cellula che non gridi “quanto sono vivoooo”!! In pochi istanti ogni idiozia quotidiana diventa cenere al vento. Alterato di riconoscenza per quello che sto provando sento l'atemporalità di una vita a volte incastrata dentro schemi assolutamente assurdi per cui taluni sanno anche sacrificare cose importanti.
Quanto importanti?
Tanto quanto 39 minuti di estasi fatta di niente ma che sfiora il tutto!
Posso solo essere riconoscente per questo riconoscere.
Oggi ringrazio gli amici larici, la piccola trota, il Cerva tra le nubi e la Rossa sorniona e decisa.
Un saluto particolare ai due sorridenti viandanti in giacca, cravatta e mocassini che han fatto della decontestualizzazione il loro dieci giugno!
Un sorriso.
Ty
24 ORE
Un giorno sul pianeta terra è fatto di 24 ore. Una lunga serie di secondi. A volte troppi. A volte troppo pochi.
Tutto inizia come al solito nelle prime, pigre, ore di un pomeriggio di un fine settimana qualunque in cui il sole non sa bene cosa fare oltre quelle nuvole grigie. Si inizia a bere e ci si scorda di certi piccoli imbrogli sociali, cosa per cui vale la pena continuare! Presto si fa viva la necessità di salire di quota per lasciarsi alle spalle cemento e asfalto.
E così sia.
Passa poco tempo e il buon caronte col suo vellutato e costosissimo SUV ci trasborda fino alla sbarra dei tempi per iniziare un cammino lungamente breve ed atteso.
Tre...il numero perfetto si dice. Beh, tutto è relativo (…). La casa, un punto fermo nel tempo e nello spazio: ci attende. Ha qualcosa in comune con la Sagrada Familia, ora forse anche qualcosa di più.
Pochi i minuti e il fuoco scoppietta allegro, e la musica ci invade, e i drink ci sorridono mentre fuori un tiepido sole al tramonto saluta il piccolo alpeggio dalle lunghe ombre. Questo è il momento magico amici miei. C'è un attimo all'imbrunire in cui la luce ha un'anima fervida e presente, capace di dialogare con le nostre. Percepiamo una sensazione piacevole ed udiamo un suono che non è fatto di note ma di silenzi. E' l'istante in cui l'uomo incontra l'infinito e ne avverte un piacere incontestabile, inenarrabile e intimo. Questa è la vera luce che pochi sanno vedere senza osservarla. Questa è una luce che esiste solo per i fortunati che sanno percepirla e che per questo non ha prezzo. Un regalo quotidiano che mai finirà di stupirmi. Mai.
Mentre “sorella luna” cerca d'imporsi la nostra riflessiva notte bianca entra nel vivo. Il resto è la storia di tre amici senza pretese che lassù cercano comprensione, risposte, serenità e musica.
Il mattino uggioso non riesce a tenerci a letto. Chi prima e chi dopo...molto dopo (…) varchiamo tutti la soglia della tana e ci facciamo un giretto di un paio d'ore per smaltire la colazioncina a base di salame e pane segale...!! Non facciamo in tempo a rientrare che il cielo s'incazza e inizia a scaricare lacrime dolci: carbonara, brunello e camino.
Volete ancora parlarmi di un certo “dio”?
Se la risposta è si forse non vi siete ancora compresi fino in fondo mie care divinità.
