martedì 4 maggio 2010

BEDPHONEPOST

Scrivere nel sonno è sognare di farlo. Una realtà onirica che solo la conferma postuma della sua concretizzazione ne darà un taglio più plausibile.
Sogno o son desto?
In effetti questo spazio ha sempre più valore per la sua preziosa unicità.
Questa notte, da questo luogo remoto e attraverso un iPhone capace di catturare frammenti di segnale tra le gocce di un'insistente pioggia, posso dedicarmi brevemente a gestire il sogno.
Ora mi abbandono a una notte perversa perché fatta della più sana normalità.

030410...E LA PERGI SUSSURRA

Una piccola fiamma. Un grande senso di calore.
E' davvero bello ritrovare tutto (o quasi) in queste sere di maggio mentre un comignolo fuma ancora al di là di ogni aspettativa.
Il nostro piccolo mondo è tutto qui. Lontano da ogni ipocrisia televisiva o mediatica. La piacevole sensazione di scrivere nell'infinito dell'etere da un tempo noto verso un incognito infinito. Personali e affascinanti meta riflessioni al riparo da sciocche interpretazioni.
Mentre scrivo scorro a ritroso le pagine del mio blog e stranamente, casualmente – ovviamente – scopro qualcosa che mi lascia con la bocca spalancata, anche se per poco. Ecco di cosa si tratta:

“NASCE IL BLOG DEL BASILISCO
Naturalmente una data come tante per tutti Voi o per la maggior parte di Voi.
Un giorno significativo per me.
Nasce e viene messo in rete il mio diario in questo 3 di maggio 2007. Uno dei milioni di quadernetti digitali che per altrettanti individui rappresenta un modo di essere riconosciuti ancora come tali in una globalità massificante come questa. Inizia un percorso che mi porterà verso una metà che non posso ancora conoscere. Dati, immagini, emozioni, parole, sorrisi e amarezze per capire quello che in fondo è un'entità impalpabile ma comune a tanti di noi: una VITA.
L'avventura inizia, immersa fra le note dei Gotan Project…”

Sono passati 1095 giorni da quell'istante! Oggi il mio diario compie 3 anni. Che volete farci? Festeggio! Una sorpresa anche per me! E' come se quell'idiozia di facebook se ne fosse voluta andare come una cena indigesta proprio all'alba di cose molto più interessanti. Una decisione casuale? No, non credo più al caso da molti anni ormai. Fantastico! Una ricorrenza tutta mia in questo 3 maggio del mondo. Rispettarsi è saper amare e amare è vivere. Un brindisi alle parole, a quelle del cuore e dell'anima, a quelle che sono reali e comportano fatti e virtù, a quelle che fanno crescere e a volte distruggono. Un calice verso il cielo per ciò che in questa uggiosa notte tutt'altro che primaverile sta scorrendo attraverso i mie polpastrelli.
La colonna sonora dei momenti importanti è sempre fatta di note senza tempo. Reinterpretate, riviste e a volte adattate alle sonorità più attuali sono sempre e comunque tintinnanti echi dell'anima. Quassù non si può scappare perché vige l'assoluto e non ci sono nascondigli. Riesco persino a far vibrare una Stratocaster a mio piacimento...e il pubblico semplice e timido applaude e piange danzando e dando le spalle al palco.
Una volta in rete queste parole faranno parte del bagaglio dell'umanità, ma senza alcuna pretesa o presunzione. Sono solo un semplice concatenamento di simboli necessari a trasmettere qualcosa per cui non servono parole; quello che sento io ora lo conoscete anche Voi nella stessa identica maniera, con la stessa forza e intensità. Certo in forme differenti ma è sempre e comunque la stessa cosa! Amstrong lo sentì posando il primo piede sulla luna, il suo omonimo con la prima scala sincopata improvvisata su un palco in Louisiana, Gandhi con la pace e l'indipendenza...e forse anche Mikc Jagger alla sua prima pera! Ma il filo conduttore è sempre lo stesso: scremati da tutto quanto cerchiamo solo la via più diretta per ciò che siamo al di là di questi fragili e provvisori corpi.
Dunque amici miei non lasciatevi distrarre dall'inutile e brindate a ciò che siete per ogni giorno regalato. Non perdetevi ciò che siete da sempre perché è ciò che sarete per sempre.
E allora...e allora see you, sulle note di Wish you were here!

venerdì 30 aprile 2010

THANK YOU FOR THE DAYS


MAESTRO DI VITA

Ho lavorato con lui tutto il giorno.
O meglio, lui ha lavorato con me - in effetti.
Mi ha aiutato, mi ha dato semplicemente una mano. Almeno così potrebbe apparire a chiunque avesse assistito al nostro operato. Ma le cose stanno diversamente.
Patrizio, classe 1985. Un grande fanciullo. Una rarità. Il mio Maestro di vita.
Patrizio è arrivato ad avere un posto di lavoro grazie ai servizi sociali ma soprattutto grazie ad una persona che ha deciso di assumerlo a tempo indeterminato, disattendendo i rigidi e disumani schemi della pura convenienza economica. E così anch’io ho avuto la fortuna di conoscerlo.
Un essere umano scremato di tutto il superfluo.
In lui tutto è l’opposto di quello a cui la sciocca frenesia quotidiana porta ad essere.
Patrizio è la quiete della semplicità, la purezza della sincerità, la luce della genuinità. Dietro quegli occhi traboccanti di luce e di vita c’è un cielo ancora limpido e una miriade di prati verdi.
In quello sguardo riesco a perdermi come in un sogno.
Timido e gentile…umile e curioso. Si, curioso di un mondo pieno di dettagli a cui non siamo più capaci di fare attenzione. Per lui nulla è superfluo, nemmeno le svariate sfumature della nostra cara e vecchia lingua italiana della cui scolastica memoria fa tesoro!
Oggi mi inchino a Patrizio per i luminosi sorrisi che ha saputo regalarmi e per il grande e sincero ringraziamento che a fine giornata mi ha rivolto per avergli dato l’opportunità di sentirsi utile e capace. Oggi non ha lavorato a fronte di un salario che non sa nemmeno cosa sia, ma perché ama quello che fa e non chiede di più. “Sono io che ti ringrazio inconsapevole amico mio perché in te vive una virtù rara.”
Ho seguito con lo sguardo il suo buffo e delicato andamento mentre se ne andava verso l’auto della madre che lo aspettava poco lontano.
Un tramonto color mandarino, come il più grandioso dei sipari, ha infine chiuso un giorno semplice di cui il mondo non si ricorderà.
Qualcun altro si.

mercoledì 28 aprile 2010

I'M AN ALIEN


STARMAN
(D.Bowie)

Didn't know what time it was and the lights were low
I leaned back on my radio
Some cat was layin' down some rock 'n' roll 'lotta soul,
he said

Then the loud sound did seem to fade
Came back like a slow voice on a wave of phase
That weren't no D.J. that was hazy cosmic jive

CHORUS
There's a starman waiting in the sky
He'd like to come and meet us
But he thinks he'd blow our minds
There's a starman waiting in the sky
He's told us not to blow it
Cause he knows it's all worthwhile
He told me:
Let the children lose it
Let the children use it
Let all the children boogie

I had to phone someone so I picked on you
Hey, that's far out so you heard him too!
Switch on the TV
we may pick him up on channel two
Look out your window I can see his light

If we can sparkle he may land tonight
Don't tell your poppa or he'll get us locked up in fright

martedì 27 aprile 2010

BASTA FB



Per quanto mi riguarda è giunto il momento di riprendere l'intimità di un dialogo per pochi. Il senso delle riflessioni in un blog lontano da una valanga di sciocchezze. Facebook, nato con propositi interessanti si è ormai trasformato in un grande, enorme contenitore di frivoli umani incapaci di vivere una vita vera. Forse solo un raccapricciante specchio di ciò che stà diventando il contesto sociale globale. Forse un'aberrazione informatica. Comunque sia non è più un luogo di riflessione o di incontro costruttivo.
"The New Controls" in una sorta di avveniristica Metropolis costruita su di un mondo di bite manovrati dai grandi dirigenti dell'etere commerciale. Li dentro siamo prodotti ancor più di quanto lo siamo qui fuori ma la geniale "machine" cavalca la sensazione opposta.
Libertà di espressione per non esprimere nulla.
Un rassicurante nulla condiviso. Spesso stranamente criticato persino dagli stessi "fbdipendenti" bisognosi di far sapere cos'hanno messo nel latte alle 7 di mattina.
Basta Fb. Tutto qui...e da qui il Basilisco torna col suo pensiero.

mercoledì 7 ottobre 2009

I BELIEVE



1984
Non solo una data ma nella mia breve esistenza un evento.
Architettura, design, life style, colors, moda, alpeggio, malga, camino, baita…ovunque c'è anima!
Un pomeriggio o una vita.
Una sera o un istante attendendo il prossimo convoglio, il prossimo aereo.
Caracas, New York, Altiaccio, Milano, Corvara, Shangai, Dubai…il creato intorno a noi.
Ma cosa c'è dentro? Chi sa danzare oltre lo specchio?
Al di là della superficie riflettente siamo in molti ad osservare sciocchi narcisi senza occhi, senza orecchi e senza cuore.
Ascoltarsi, cercare consensi su di un social network, vivere di dettagli griffati per morire in bare d'ebano.
Osservo i miei gemelli d'argento brillare davanti alla motosega mentre il tronco si accorcia pronto a divenire energia pura in un caminetto…il modo più semplice per vivere in eterno dentro due anime che osservano quella fiamma amandosi.
Oggi fischio come la valvola di una pentola a pressione e ringrazio ogni molecola del mio corpo per il regalo della percezione; la percezione di questo ennesimo autunno, coi suoi colori, col suo essere da sempre immutato, col suo donarsi a chi sa viverlo in ogni foglia senza il bisogno di sentirsi rispondere alcun che.
Qui scrivo per chi vuole leggere senza imposizione alcuna.
Qui amo senza imposizione alcuna.
Qui vivo nell'eternità.
E senza alcun eccesso, m'inchino, tolgo il mio cilindro abbassandolo davanti a me, ringrazio con un sorriso e lentamente, volo via felice.

giovedì 1 ottobre 2009

29 SETTEMBRE



Rapide riflessioni.
Inaudita bellezza.
Giornata strana.
Un treno perso.
Una nuova vita ritrovata per caso.
Amici inviati dal caso ad evitare fastidiose lacune.
Un caso…oggi è tutto un caso.
Oggi guarda a caso è il 29 settembre, un giorno non qualunque.
Un giorno iniziato come altri ma a cui ho attribuito significati che non dimenticherò.
Fosse anche solo per queste parole immerse in questa musica.
Le senti? O le ascolti?
Oggi si sono incastrati eventi che non possiamo vedere ne tantomeno spiegare ma che sono accaduti.
Il treno inizia a muoversi: cosa accadrà ora?
L'Amore è tutto qui,
tra note soavi ed un sorriso nel sole.