martedì 26 novembre 2013

Musica all'ennesima potenza.

Per audiofili e curatori dell'anima. Per chi ama l'hi-end e per chi semplicemente in giornate velate come questa ama osservare centinaia di larici ancora carichi di neve. Lisa canta e vibra. Alcuni aironi non sanno bene dove andare e lo scricchiolio sotto ai piedi suggerisce che il tempo delle serate fatte di noi è tornato. Un ritmo e una sensazione accarezzano ogni meandro di questa breve ma entusiasmante esperienza sul pianeta terra.

venerdì 18 ottobre 2013

Mangia sano, consuma il giusto, vivi meglio.

Il denaro non si può mangiare, il petrolio non si può bere e l'oro non contiene vitamine. Sette miliardi di esseri umani sopra un piccolo e delicato pianeta. Anno 2013. Fast food, fast life, allevamenti intensivi, OGM, malattie autoimmuni, cancro, carestia, spreco. Un devastante disordine alimentare sta letteralmente distruggendo quell'ecosistema che ci tiene in vita. C'è chi il cibo non ce l'ha e chi si uccide a suon di grassi saturi. Un'alimentazione sana ed equilibrata è un obbligo verso noi stessi e verso chi ci circonda. In una piccola Sagra di un minuscolo paesino fra le montagne si celano i principi fondamentali della vita. Veri prodotti biologici a km zero, miele puro, medicamenti naturali, erbe alpine, prodotti artigianali e tanta sincera passione per le cose semplici. Piccoli produttori e grandi maestri. Non correte verso l'effimero perchè finirete presto di esistere. Rispettate il vostro corpo e lui vi regalerà molti anni sereni per amare chi vi ama. Tutto inizia nella terra che da sempre vive di un equilibrio perfetto. Vi osserva, vi ascolta, vi parla. Venite a scoprire come tutto può essere più semplice imparando la grandiosità delle piccole cose. Un'occasione unica per cambiare il vostro mondo. Mangia sano, consuma il giusto e vivrai meglio! 

 Uno gnomo e la sua pipa.

giovedì 22 agosto 2013

SENZA FINE

A volte mi capita di scrivere ispirato da eventi particolari seppur comuni.
Oggi l'evento è un cambiamento di stato fisico, una trasformazione che definiamo "decesso".
Per le persone che condividevano questa realtà con lui Mauro rappresentava ovviamente molto anzi, moltissimo. Una famiglia, una storia fatta di mille situazioni, quasi sessant'anni di ricordi, gioie e dolori.
Per me una conoscenza simpatica e una serie di interrogativi personali.
Il suo corpo è cambiato a causa di un presunto cancro di cui in 8 mesi i medici son stati capaci di trovare solo le tracce ma mai l'assassino. E cosa hanno fatto? Presumendo si nascondesse tra la folla hanno pensato fosse giustificabile applicare la soluzione finale sterminando buoni e cattivi con quella pratica che chiamano "chemioterapia". Un trattamento debilitante che distrugge il sistema immunitario lasciando aperte le porte ad ogni attacco esterno. Un trattamento che rende migliaia di euro ad iniezione alle industrie farmaceutiche. Un trattamento che permette ad un raffreddore di ucciderti.
Mauro non è morto di cancro. Mauro è stato eliminato da un sistema incancrenito. Questo è difficile da dimostrare ma è palese che non siamo più esseri viventi ma contribuenti da vivi e da morti.
Possiamo scegliere di cambiare o possiamo infilarci in una chiesa domattina a sentire le parole disinteressate di una persona che non lo conosceva, che non ha una famiglia ne una compagna ne dei figli e che viene pagato per una -messa- in scena melodrammatica. Il paradosso della sofferenza in quel teatro che dovrebbe festeggiare il viaggio verso la vita eterna al cospetto di un fantomatico e bonario ometto cangiante. 
La verità è ben più elevata. Possiamo vederla ma non riusciamo a comprenderla. E' nascosta in ogni nostra particella subatomica, in quel qualcosa che non finisce mai così come non inizia mai. Siamo fatti di frammenti d'infinito che da poco la scienza è riuscita a scorgere costruendo macchinari enormi per vedere qualcosa di quasi invisibile. 
Il nostro primitivo modo di concepire questa dimensione del tempo e dello spazio non deve portarci verso una castrazione gnoseologica guidata da altri. Viviamo di sentimenti grandiosi e possiamo tutto se riusciamo a liberarci da migliaia di stereotipi inculcati a forza nel cervello attraverso noti e collaudati strumenti di diffusione di massa. 
Riscopriamo il vero significato di parole come Amore, Amicizia, Virtù, Lealtà, Libertà...Non confondiamole con possessione, interesse, convenienza, baratto o finzione. Dobbiamo solo metterci di fronte ad uno specchio e capire chi abbiamo davanti perchè troppo spesso quello riflesso non lo conosciamo affatto. 
Non sarà facile per la famiglia di Mauro ma una cosa è certa: lui ora è qualcosa di talmente grandioso che a noi risulta incomprensibile. Non abbiamo che il nostro empirismo per trovare spiegazioni ma è come mettersi una tuta spaziale e partire con una torcia alla ricerca di una lacrima nell'universo per di più senza sapere che quell'universo è esso stesso dentro ad una lacrima. 
Più di ogni altra azione di piazza spero tu comprenda il mio ricordo con queste parole, caro vecchio tirchione! 
Ora sono tutti liberi, senza confini e senza tempo. E grazie di tutto.

lunedì 22 luglio 2013

Noam Chomsky - sentire qualcuno vicino a volte serve

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà. La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi. 1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro). 2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati. 3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. 4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa. 5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto. 6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile. 7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet. 8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto. 9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema. 10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso. Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi. Fonte: linkiesta.it https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhENE2j8dhtRjSCp84fC5lrI6HQGpNDySrQhfkqFEXBmTfO9PHI-aEnztKvcUKjmqU_fJJQZPwqMX6mWh4HaB1PNaAsIDw-XCW65f8gt-zMwiCElykIPSX5j7cBJO-7hTN0iURf1lX5fsXB/s1600/bensko.brainwashing.jpg Grazie

sabato 20 aprile 2013

Mobili e Design 2013

Questa é proprio una circostanza ambigua. Salone del Mobile Milano 2013. Organi di stampa pro-crisi. Governo inesistente. Italia verso il baratro. Esodati. Milioni di disoccupati e ancor più persone non iscritte alle liste di collocamento ma senza occupazione. Eppure... Eppure oggi, un venerdì come altri, ho visto una città invasa da orde di consumatori consumati, sorridenti e apparentemente spensierati. Ho osservato i negozi dei quartieri chic colmi di stranieri assonnati ad attender mogli cullate da hostess ben addestrate che contemporaneamente non facevano mancare qualsiasi drink al maschio pagante. Qua e la artisti di strada e mendicanti a ricordare che nulla é cambiato negli ultimi trent'anni nonostante tg e pseudo rotocalchi serali vogliano convincerci del contrario. É tutta una farsa. L'unica differenza é che che questa volta non ci sarà alcun bis e che il palcoscenico non é più a carattere regionale ma mondiale. Altre scale di valori, comparse estremamente più numerose, fondali magnifici ma alla fine le materie prime son sempre quelle e qui sta il vero problema. Ho osservato divertito una vetrina nella quale facevano bella mostra di se alcune pochette (dico alcune per far comprendere la natura del prodotto seriale e non artigianale) di un noto stilista italiano in vendita alla "modica" cifra di € 6.200,00 cad. Ho potuto constatare molti altri esempi come quello e mi sorgono alcuni interrogativi in merito. Chiaramente c'é chi può spendere cifre simili per un prodotto totalmente inutile (fatto salvo un accrescimento del proprio narcisismo inversamente proporzionale alla capacità di dimostrare altri valori col proprio essere) ma il farlo comporta l'incapacità di saper attribuire il giusto valore alle cose. Qui non si tratta di far "girare l'economia" ma di arricchire chi ha saputo fare del proprio nome uno status symbol a discapito di lavoratori che per pochi euro si trovano a dover realizzare i capricci di qualcun altro. Le innovazioni e il design del 2013. Per capire a che punto siamo rispetto ai gloriosi anni '60 e '70 basta guardare una puntata di "Spazio 1999" o un film come "2001 odissea nello spazio" ed uscire di casa, sedersi sulla propria autovettura alimentata a benzina ed accendere un motore inventato nella seconda metà del '800: questo é il processo evolutivo tecnologico ambientalmente distruttivo a cui siamo arrivati. Siamo in una fase di stasi o più precisamente di avanzamento a rilento a causa di interessi millenari ancora incancreniti nel tessuto sociale mondiale. Sembra paradossale ma il vero incremento evolutivo si avrà solo quando il motore trainante della ricerca e sviluppo non sarà più il profitto. Utopia o meno non si pone alcuna scelta in tal senso e quindi prima ci renderemo consapevoli del filo invisibile che ci unisce tutti indistintamente prima tutto tornerà armonioso e sereno. Oggi a Milano ho visto tornare prepotentemente in auge le caste. Il gap sociale si sta ripresentando a livelli insostenibili e questo potrebbe comportare numerose nuove Marie Antonietta. Al salone satellite come ogni anno invece é possibile prendere una boccata di ossigeno. Giovani entusiasti e speranzosi con mille idee innovative in testa e un sorriso costantemente stampato sul viso. Bello! Progetti a basso impatto ambientale, low cost imprinting, social design, umiltà e positività. Questo è il vero bacino a cui attingere ridisegnando tutto il processo produttivo e distributivo degli oggetti che disegnano il nostro spazio e che sono prerogativa al nostro universo emozionale fatto di sensi più o meno sviluppati. Come per la politica anche nel design e nello stile italiano c'è bisogno di un drastico cambio di scena. Nuovi attori e nuova regia per uno spettacolo che non potrà più essere rappresentato su di un palcoscenico ma direttamente nell'anima dello spettatore protagonista.