lunedì 22 luglio 2013

Noam Chomsky - sentire qualcuno vicino a volte serve

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà. La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi. 1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro). 2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati. 3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. 4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa. 5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto. 6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile. 7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet. 8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto. 9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema. 10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso. Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi. Fonte: linkiesta.it https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhENE2j8dhtRjSCp84fC5lrI6HQGpNDySrQhfkqFEXBmTfO9PHI-aEnztKvcUKjmqU_fJJQZPwqMX6mWh4HaB1PNaAsIDw-XCW65f8gt-zMwiCElykIPSX5j7cBJO-7hTN0iURf1lX5fsXB/s1600/bensko.brainwashing.jpg Grazie

sabato 20 aprile 2013

Mobili e Design 2013

Questa é proprio una circostanza ambigua. Salone del Mobile Milano 2013. Organi di stampa pro-crisi. Governo inesistente. Italia verso il baratro. Esodati. Milioni di disoccupati e ancor più persone non iscritte alle liste di collocamento ma senza occupazione. Eppure... Eppure oggi, un venerdì come altri, ho visto una città invasa da orde di consumatori consumati, sorridenti e apparentemente spensierati. Ho osservato i negozi dei quartieri chic colmi di stranieri assonnati ad attender mogli cullate da hostess ben addestrate che contemporaneamente non facevano mancare qualsiasi drink al maschio pagante. Qua e la artisti di strada e mendicanti a ricordare che nulla é cambiato negli ultimi trent'anni nonostante tg e pseudo rotocalchi serali vogliano convincerci del contrario. É tutta una farsa. L'unica differenza é che che questa volta non ci sarà alcun bis e che il palcoscenico non é più a carattere regionale ma mondiale. Altre scale di valori, comparse estremamente più numerose, fondali magnifici ma alla fine le materie prime son sempre quelle e qui sta il vero problema. Ho osservato divertito una vetrina nella quale facevano bella mostra di se alcune pochette (dico alcune per far comprendere la natura del prodotto seriale e non artigianale) di un noto stilista italiano in vendita alla "modica" cifra di € 6.200,00 cad. Ho potuto constatare molti altri esempi come quello e mi sorgono alcuni interrogativi in merito. Chiaramente c'é chi può spendere cifre simili per un prodotto totalmente inutile (fatto salvo un accrescimento del proprio narcisismo inversamente proporzionale alla capacità di dimostrare altri valori col proprio essere) ma il farlo comporta l'incapacità di saper attribuire il giusto valore alle cose. Qui non si tratta di far "girare l'economia" ma di arricchire chi ha saputo fare del proprio nome uno status symbol a discapito di lavoratori che per pochi euro si trovano a dover realizzare i capricci di qualcun altro. Le innovazioni e il design del 2013. Per capire a che punto siamo rispetto ai gloriosi anni '60 e '70 basta guardare una puntata di "Spazio 1999" o un film come "2001 odissea nello spazio" ed uscire di casa, sedersi sulla propria autovettura alimentata a benzina ed accendere un motore inventato nella seconda metà del '800: questo é il processo evolutivo tecnologico ambientalmente distruttivo a cui siamo arrivati. Siamo in una fase di stasi o più precisamente di avanzamento a rilento a causa di interessi millenari ancora incancreniti nel tessuto sociale mondiale. Sembra paradossale ma il vero incremento evolutivo si avrà solo quando il motore trainante della ricerca e sviluppo non sarà più il profitto. Utopia o meno non si pone alcuna scelta in tal senso e quindi prima ci renderemo consapevoli del filo invisibile che ci unisce tutti indistintamente prima tutto tornerà armonioso e sereno. Oggi a Milano ho visto tornare prepotentemente in auge le caste. Il gap sociale si sta ripresentando a livelli insostenibili e questo potrebbe comportare numerose nuove Marie Antonietta. Al salone satellite come ogni anno invece é possibile prendere una boccata di ossigeno. Giovani entusiasti e speranzosi con mille idee innovative in testa e un sorriso costantemente stampato sul viso. Bello! Progetti a basso impatto ambientale, low cost imprinting, social design, umiltà e positività. Questo è il vero bacino a cui attingere ridisegnando tutto il processo produttivo e distributivo degli oggetti che disegnano il nostro spazio e che sono prerogativa al nostro universo emozionale fatto di sensi più o meno sviluppati. Come per la politica anche nel design e nello stile italiano c'è bisogno di un drastico cambio di scena. Nuovi attori e nuova regia per uno spettacolo che non potrà più essere rappresentato su di un palcoscenico ma direttamente nell'anima dello spettatore protagonista.

lunedì 11 marzo 2013

Caro Beppe Grillo facciamoci FURBI

ASTUZIA! Ora ovviamente DOBBIAMO portare a casa i 20 punti del programma. A quanto mi risulta la fiducia la si può dare e la si può togliere giusto? Se non saremo noi a governare perchè non tentare di dare la fiducia a CONDIZIONE di votare SUBITO i PRIMI 20 punti del M5S e se al PRIMO punto ci saranno tentennamenti allora VIA la fiducia e tutti a casa. Forse essere integralisti prima della grande SFIDA potrebbe essere d'impedimento all'ottenimento del risultato finale. Purtroppo anch'io non credo che dare la fiducia a quei delinquenti porti da qualche parte MA dimostreremmo al popolo italiano di AVER FATTO ancora una volta di tutto e in quel caso un ritorno alle urne ci CONFERIREBBE una percentuale di voti tale da NON dover più chiedere NIENTE a nessun parassita politico. Loro hanno i media in mano e la gente purtroppo è condizionata peggio che in un romanzo di Orwell quindi il rischio è che se va tutto a puttane cerchino di scaricare la colpa su di NOI e potremmo perdere questa occasione UNICA e STORICA. Ricordiamoci che milioni di italiani hanno votato per un condannato che ha promesso l'impromettibile beccandosi altre querele per "VOTO DI SCAMBIO". Dobbiamo essere intelligenti e mandarli DAVVERO tutti a casa RISVEGLIANDO l'Italia da questo maleficio.

martedì 5 marzo 2013

SEMPLICE TRASPARENZA

Sarà una battaglia difficile in un mondo fatto di opportunismo, arrivismo e delinquenza sociale. Una battaglia in cui cercheranno di oscurare e confutare anche i dati oggettivi. Una conferenza stampa che fa capire il clima in cui versano i servi della gleba che forti della loro ignoranza cercano a tutti i costi uno scoop per poter credere di aver fatto qualcosa di utile nei confronti di un capo o di un sistema finito. Io non vedo 2 politici ma due persone che ragionano e che dicono NETTAMENTE senza indugi cose chiare, condivisibili o meno, ma inequivocabili. Fine del politichese. Fine di un sistema. L'Europa può essere un problema? L'Italia ingovernabile? Piuttosto, esiste ancora qualcuno che crede si possa continuare coi soliti ladri per molto tempo? E'la PRIMA VOLTA che una serie di persone rinunciano a rubare soldi ai loro compatrioti e questa TRASPARENZA fa tremare i vecchi parassiti e tutta la classe del giornalismo servile perchè ora diciamo basta e per quanto sarà dura NON molleremo MAI.

venerdì 1 marzo 2013

RIFLETTERE PER VIVERE SENSATAMENTE

Art. 3 della costituzione ITALIANA Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4 della costituzione ITALIANA La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

lunedì 25 febbraio 2013

CONTROLLIAMO LO SPOGLIO DELLE SCHEDE




Alle operazioni di scrutinio possono assistere solamente gli elettori della 
sezione (ogni cittadino, se vuole, può essere presente allo scrutinio nel seggio in cui ha votato) oltre, naturalmente, ai rappresentanti di lista, al presidente di seggio e agli scrutatori. Solo il presidente del seggio e gli scrutatori possono toccare le schede.
1) si procede all'estrazione a sorte tra gli scrutatori di colui che dovrà estrarre le schede dall'urna;
2) il presidente dovrà agitare, senza aprirla, l'urna di cartone contenente le schede votate per la predetta elezione, affinché le schede stesse possano opportunamente mescolarsi;
3) lo scrutatore designato dalla sorte estrae dall'urna una scheda per volta e la consegna al presidente. Questi legge ad alta voce e la mostra ai presenti.
4) poi passa la scheda ad un altro scrutatore che, insieme al segretario, prende nota del numero dei votiraggiunti di volta in volta da ciascuna lista. Un terzo scrutatore pone la scheda, il cui voto è stato spogliato,nella scatola dalla quale furono tolte le schede non utilizzate.
Solo quando la scheda scrutinata è stata riposta nella predetta scatola, è consentito estrarre dall'urnaun'altra scheda da scrutinare. L'art. 68, comma 3, del testo unico n. 570/1960 stabilisce espressamente che"è vietato estrarre dall'urna una scheda, se quella precedentemente estratta non sia stata posta nella cassetta o scatola, dopo spogliato il voto". La vigente normativa, pertanto, non consente l'estrazione contemporanea dall'urna di più schede ed un provvisorio accantonamento di uno o più gruppi di esse per un successivo spoglio. La violazione delle anzidette prescrizioni comporta la pena della reclusione da 3 a 6 mesi (art. 96, secondo comma, del testo unico n. 570/1960).
Se viene estratta una scheda non votata (bianca), questa deve essere immediatamente bollata sul retro con il timbro della sezione (art. 15, comma 2, della legge n. 53/1990).
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SCHEDE CONTESTATE
Sull'assegnazione o meno dei voti contestati decide in via provvisoria il presidente del seggio, sentiti gli scrutatori (è comunque ammesso ricorso dopo la proclamazione degli eletti dinanzi al competente TARtribunale amministrativo regionale).
Ogni qual volta il rappresentante di lista ritiene che una scheda non sia votata in maniera conforme deve chiederne l'annullamento. Sull'assegnazione o meno dei voti contestati decide, in via provvisoria, il presidente di seggio. È bene ricordare che qualunque cosa accada nel seggio, sia nella fase di voto che in quella di scrutinio, se non è verbalizzata "non esiste". Quindi, la contestazione deve essere sempre messa a verbale. Le schede contestate, sia quelle il cui voto è stato attribuito sia quelle i cui voti non sono stati attribuiti, devono essere messe in apposite buste che saranno poi consegnate all'ufficio elettorale centrale per la successiva verifica. Occorre ricordare che in sede di riesame presso l'ufficio elettorale centrale è possibile assegnare o annullare una serie di voti che in sede di scrutinio sono stati contestati. Per questa ragione bisogna - ricordarlo può essere noioso, ma è indispensabile - far mettere a verbale ogni contestazione!.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/asti/2013/02/andiamo-a-vigilare-sullo-spoglio-delle-schede.html

sabato 23 febbraio 2013

FREERIDE ROTHWALD FEBBRAIO 2013

Sciata in neve fresca a Rothwald (CH). Giornata meteorologicamente non delle più esaltanti ma la neve era qualcosa di orgasmico. Ottimi i MOMENT che nonostante le dimensioni sono agilissimi!

VOTATE GENTE...VOTATE

Il dubbio c'era. Votare o annullare? Lo schifio generale che da anni ci pervade certo non ha incrementato quel senso civico che ti porta a mettere il tricolore sul balcone, anzi...!
Ho seguito, letto ed analizzato l'unico movimento (e già non parliamo di "partito") che coi fatti prima e le parole dopo dimostra di essere realmente popolare ovvero il M5S. Fatti concreti come l'abbassamento degli stipendi ai consiglieri regionali, la rinuncia al rimborso per le regionali e quello ben più cospicuo delle elettorali sono solo alcuni dei motivi per cui questa gente merita fiducia. Ovviamente se poi cadranno anche loro prede del circo montecitorio saranno i primi ad essere lapidati dal furore popolare ma al momento le premesse per mandare a casa quella massa di bipedi implumi che hanno portato sulla soglia del baratro la nostra bella ITALIA ci sono tutte quindi la mia X ce l'avranno.